PD Monaco di Baviera http://pd-monaco.de Most recent posts at PD Monaco di Baviera posterous.com Sun, 06 May 2012 04:36:00 -0700 2012-05-11 Aperitivo politico http://pd-monaco.de/2012-05-11-aperitivo-politico http://pd-monaco.de/2012-05-11-aperitivo-politico

Pd_20120511

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Tue, 21 Feb 2012 00:40:00 -0800 Esiste un domani? http://pd-monaco.de/esiste-un-domani http://pd-monaco.de/esiste-un-domani

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Tue, 24 Jan 2012 11:14:00 -0800 Mostra Online: Premi Nobel in 150 anni di Unita' d'Italia http://pd-monaco.de/mostra-online-premi-nobel-in-150-anni-di-unit http://pd-monaco.de/mostra-online-premi-nobel-in-150-anni-di-unit

Per vedere la mostra clicca qui: http://tinyurl.com/7hat68j

150anni_bilingue_ddb_3

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Tue, 24 Jan 2012 11:11:00 -0800 Sommerfest 2011! http://pd-monaco.de/sommerfest-2011 http://pd-monaco.de/sommerfest-2011

Sommerfest_interim

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Tue, 24 Jan 2012 11:01:00 -0800 Risultati congresso PD Germania Monaco di Baviera http://pd-monaco.de/risultati-congresso-pd-germania-monaco-di-bav http://pd-monaco.de/risultati-congresso-pd-germania-monaco-di-bav

Cari tutti,

nel ringraziare gli intervenuti per la partecipazione e tutti per la passione,desidero comunicarvi il risultato congressuale svoltosi sabato 14 maggio 2011.

Lista 1 - Uniti nel PD - collegata a Cristina Rizzoti - 4 preferenze
Lista 2 - Democratici - collegata a Cristina Rizzoti - 0 preferenze
Lista 3 - Insieme nel PD - collegata a Silvestro Gurrieri - 8 preferenze

1 voto annullato perchè non riconducibile ad alcuna lista.

La Segretaria del circolo,
Daniela Di Benedetto

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Tue, 24 Jan 2012 10:59:00 -0800 Referendum 12-13 giugno 2011 http://pd-monaco.de/referendum-12-13-giugno-2011 http://pd-monaco.de/referendum-12-13-giugno-2011

Referendum

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Tue, 24 Jan 2012 10:53:00 -0800 Congresso PD Germania - Monaco di Baviera http://pd-monaco.de/congresso-pd-germania-monaco-di-baviera http://pd-monaco.de/congresso-pd-germania-monaco-di-baviera

Il 14 maggio 2011 presso la sede di Daiserstr. 27 si svolgerà il Congresso del Circolo “Sezione PD di Monaco di Baviera” per procedere all’elezione del Segretario e dell’Assemblea del PD Germania.

Si fa presente che aventi diritto al voto sono tutti gli iscritti al circolo in data 21 luglio 2009 che abbiano regolarmente rinnovato la propria iscrizione per l'anno 2010.
Secondo quanto stabilito dalla Commissione di garanzia è possibile rinnovare l'iscrizione per l'anno 2010 fino all’inizio dei lavori del congresso, che è previsto per le ore 14.30 con l’insediamento della Presidenza.

Dalle 14.30 alle 17, dopo la presentazione delle candidature e dei programmi si procederà al dibattito, aperto anche ai simpatizzanti e a chiunque fosse interessato.

Le operazioni di voto inizieranno alle 17.15 e si concluderanno alle 19.

Ulteriori informazioni sul congresso e sui candidati si possono trovare al seguente indirizzo:
http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/114132/congresso_pd_germania

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Tue, 24 Jan 2012 10:53:00 -0800 RINNOVO TESSERE PD 2011 http://pd-monaco.de/rinnovo-tessere-pd-2011 http://pd-monaco.de/rinnovo-tessere-pd-2011

Si informano tutti i simpatizzanti e iscritti al Partito Democratico di Monaco di Baviera che le tessere di iscrizione al Partito Democratico per l'anno 2011 sono arrivate.

E' possibile ottenerle e pagare la quota annuale di iscrizione durante una delle nostre riunioni oppure riceverle direttamente via posta e fare un bonifico bancario. In tal caso si prega di contattare il tesoriere della sezione (augusto.giussani@gmx.de) per ulteriori dettagli!

E' IMPORTANTE che il rinnovo della tessera venga effettuato entro e non oltre fine aprile al fine di avere diritto al voto PER L’ELEZIONE DEL SEGRETARIO E DELL'ASSEMBLEA DEL PD
GERMANIA del 7 maggio 2011.

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Tue, 24 Jan 2012 10:52:00 -0800 In difesa della Costituzione Repubblicana http://pd-monaco.de/in-difesa-della-costituzione-repubblicana http://pd-monaco.de/in-difesa-della-costituzione-repubblicana

Da Monaco di Baviera vogliamo manifestare la ns solidarietà alla manifestazione che si terrà a Parma Sabato 19 Febbraio in difesa della Costituzione Repubblicana.
Noi italiani all’estero assistiamo da troppo tempo attoniti al saccheggio che ogni giorno si fa delle istituzioni del Paese
(Parlamento, Magistratura, Forze dell’Ordine, Sindacati) e della gestione padronale del Governo. A noi italiani in Germania abituati ad una cultura politica da paese normale il quadro generale della politica italiana fatta dalle maggioranze di governo, appare in tutta la sua drammaticità. Il logorio delle componenti etiche morali ha raggiunto livelli insopportabili. È ora di dire basta.
Partito Democratico di Monaco di Baviera
Circolo Cento Fiori - http://www.centofiori.de/home.html
Rinascita - http://www.rinascita.de/

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Tue, 24 Jan 2012 10:50:00 -0800 Il fenomeno della centesima scimmia http://pd-monaco.de/il-fenomeno-della-centesima-scimmia http://pd-monaco.de/il-fenomeno-della-centesima-scimmia

Colgo l´occasione per rinfrescare qui, una stimolante metafora certamente a tutti ben nota: "il cosiddetto fenomeno della centesima scimmia" :

"Il comportamento della scimmia giapponese Macaca Fuscata é stato intensamente studiato dagli etologi per più di trent´anni,osservando un certo numero di colonie selvagge. Una di queste colonie viveva isolata sull'isola di Koshima, di fronte alla costa occidentale di Kiushu, dove nel 1952 l´uomo forní alle scimmie una "spinta" evolutiva: delle patate dolci gettate sulla sabbia(...) ma nulla nel loro repertorio le rendeva capaci di trattare con patate dolci selvatiche,coperte di sabbia.
Ad un certo punto Imo, una femmina di diciotto mesi, risolse il problema, portando le patate giù verso il torrente e lavandole prima di mangiarle.Comparata con le conoscenze già acquisite da queste scimmie, questa era una vera rivoluzione culturale.
(...)Lo insegnò anche ai suoi compagni di gioco che, a loro volta, lo insegnarono ai loro genitori. Piano piano, la "nuova cultura" si sparse attraverso la colonia, e ogni passaggio ebbe luogo in piena vista degli osservatori.
Nel 1958, tutti i giovani lavavano il cibo sporco, ma i soli adulti (più vecchi di cinque anni) che adottavano la novità, erano quelli che l´avevano imparata dai figli.
Poi successe qualcosa di straordinario: nell'autunno di quell'anno,un numero imprecisato di scimmie di Koscima lavava le patate dolci nel mare, perché Imo aveva fatta l´ulteriore scoperta che l´acqua salata non solo puliva il cibo ma gli dava un interessante nuovo sapore. Era un martedì quando gli etologi osservarono questo fenomeno: un certo numero di scimmie, diciamo 99 , per rendere l´evento più chiaro, era sulla riva alle undici di quella mattina, quella stessa sera tutte le scimmie dell'isola avevano iniziato a lavare le patate! Possiamo immaginare che , raggiunta una certa " massa critica", una centesima scimmia si sia aggregata al gruppo che lavava le patate provocando un drammatico cambio di comportamento nell'intera comunità.
Non solo, ma il comportamento aveva in qualche modo superato le barriere naturali ed era apparso spontaneamente in colonie su altre isole e pure sulla terra ferma, in un gruppo a Takasakiyama".

Per associazione la mia fantasia mi porta nel lontano e sempre presente Rinascimento, quando sotto la Guida di Lorenzo il Magnifico quattro giovani menti cambiarono radicalmente il pensiero prima di Firenze poi dell'Italia espandendosi in tutta l`Europa che tuttora si nutre di tanto ingegno: Si pensi al Poliziano che all`etá di 13 anni traduceva tutte le opera di Platone ed altri Greci dando poi via con Maxilio Ficino, Pico della Mirandola e Sandro Botticelli , alla famosa "Accademia Platonica"; tutto il Rinascimento è rappresentato nella : "La Primavera" del Botticelli.
Ed infine desidero esprimere una mia idea embrionale, riguardo a quanto succede tuttora in Italia: È del tutto inutile cambiare i partiti se non cambiano interiormente(non solo esteriormente) le persone che li rappresentano e quelle che li votano. L´approccio è dunque più pedagogico che politico,secondo una impostazione che non si rivolge solo ai bambini ma anzi in primo luogo agli adulti . L`idea di fondo è quella d´imparare ad essere veramente se stessi, a pensare con la propria testa, a liberarsi da quei condizionamenti e vincoli socioculturali che limitano ingiustamente il fiorire della propria individualità e la possibilità di intessere relazioni creative, fluide e reciprocamente soddisfacenti con altri esseri umani; ed è soprattutto "autoeducazione"comportamentale, roba, questa, da asilo infantile.

Luigi Tortora

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Tue, 24 Jan 2012 10:49:00 -0800 Estremisti di destra candidati nelle liste per la Votazione per il Consiglio degli Stranieri-Wahl des Ausländerbeirat http://pd-monaco.de/estremisti-di-destra-candidati-nelle-liste-pe http://pd-monaco.de/estremisti-di-destra-candidati-nelle-liste-pe

Cari probabili ed improbabili elettori,

Non avrei voluto abusare della vostra pazienza richiamando la vostra attenzione sulla prossima Votazione per il Consiglio degli Stranieri Wahl des Ausländerbeirates domenica, il 28 Novembre 2010 a Monaco di Baviera.

Se non fosse per la notizia che estremisti di destra si candidano nelle liste per il rinnovo dell´ Ausländerbeirat di Monaco d.B. Due candidati della lista lista ALK allgemeine LänderKooperation sono nella NPD e vicini all´ organizzazione Bürgerinitiative Ausländerstopp.

Siamo di fronte ad una raffinata strategia da tempo praticata dai gruppi etremisti.
Non si presentano piu´ con gli stivali militari ma cercano intelligentemente di manipolare la societa´ dal suo interno.

Sono presenti nel consiglio dei genitori per impedire la diffusione di giornali ebrei nelle "loro" scuole.
Fondano asili (Kitagruppen) per inculcare ai piccoli i valori della razza tedesca.
Offrono un sostegno nei compiti a casa (Hausaufgabehilfe) per tirare a se´ i giovani.

Adesso vogliono infiltrarsi nell´ Ausländerbeirat della citta´. Secondo i loro calcoli voglioni discreditare dall´ interno questo istituto democratico.
L´ Ausländerbeirat sara´ impegnato a controbattere le richieste della destra estrema. Avra´ cosi´ poco tempo da dedicare al benessere e al riconoscimento sociale di tutti i migranti.
Proprio questo e´ l´ obbiettivo dell´ estrema destra.
(vedi Kommentar nelle pagine di Monaco d.B. del S.Z. 26.11.2010).

Nelle liste troppo schiacciate sulle nazionalita´,
vi sono certo persone che mai vorrebbero riconoscere
ai "nostri" stranieri le stesse garanzie di partecipazione proposte dall´ Ausländerbeirat di Monaco d.B. Ma qui siamo di fronte ad un salto di qualita´ che deve preoccuparci.

Ci sono problemi specifici della comunita´ italiana che
devono essere affrontati in accordo con le nostre istituzioni. Non delegittimiamole. Noi siamo fortunati ad everle, facciamole funzionare.

Siamo tutti d´ accordo che per integrarsi si deve
imparare il tedesco, rispettando legge e la costituzione. Ma dobbiamo prendere atto che ci sono diverse velocita´ d´integrazione. Che non tutti ce la fanno a stare al passo voluto da questa societa´.
Evitiamo di creare divisioni all´ interno della nostra comunita´.

Monaco d.B. e´ una bella citta´,con tutti i problemi di
una citta´ ricca. I costi dei trasporti e delle abitazioni sono esorbitanti. Il tasso di disoccupazione non diminuisce per i lavoratori stranieri o a bassa qualificazione.
La paura di perdere il posto di lavoro non favorisce la tolleranza reciproca. Si sente la concorrenza con le altre comunita´.
Si crea differenza.
Fino ad oggi abbiamo un governo della citta´ sensibile a non allargare la divisione strisciante nella comunita´ cittadina. Una citta´ dove la quota di "Einbürgerung" o con doppia cittadinnza e´ piu´ alta che nelle altre citta´ .
Una citta´ nella quale nessuno si debba sentire indesiderato, stigmatizzato, segregato.

I desideri,le aspettative, le critiche degli stranieri hanno piu´ forza se vengono portati unitariamente, come problema comune al confronto col consiglio comunale.
A Monaco d.B. questo e´ possibile e deve interessare
tutti i cittadini emigranti e non.

Vi rinnovo l´ invito ad andare a votare.
A votare la nostra/vostra lista.

Con la nostra lista Nr. 20 "Kulturelle Vielfalt für München" abbiamo voluto raccogliere le preoccupazioni e le speranze dei cittadini stranieri.
Una lista multietnica, laica e "giovane" nella convinzione di interpretare lo spirito della nostra citta´.

Senza timore abbiamo assunto il termine "cultura" come indicazione di lista. Tutti noi siamo portatore di una "storia" che merita rispetto.

Siamo un gruppo che raccoglie diverse culture.
Vi sono rappresentate 12 nazionalita´ di provenienza
dall'Africa, Asia, America latina ed Europa.

Vogliamo dimostrare che il "capitale umano" dai suoi migranti rappresenta un arricchimento per Monaco.

Il nostro obbiettivo e´ allargare la partecipazione consentendo il diritto di voto comunale per tutti gli stranieri della citta´.

Per fare cio´ occorre che i buoni propositi delle politiche d´ integrazioni ancora sulla carta vengano tradotti nella realta´.

Noi siamo portatori di un valore aggiunto perla societa´ tedesca e pretendiamo che ci venga riconosciuta la nostra espressa volonta´ d'integrazione.

Condizione essenziale diventa il riconoscimento di pari condizioni ed opportunita´ nell´ istruzione e nell´ accesso al mercato del lavoro per tutti i cittadini della nostra citta´.

Agli stranieri ,ma, permettetemi, anche per gli italiani "di qui" progressisti e attenti e´ venuto il momento di ri-ascoltarci e ri-presentarci.

Incominciamo ad andare a votare Domenica il 28 Novembre 2010 la lista nr. 20. Kulturelle Vielfalt für München per il rinnovo del Consiglio degli Stranieri (Ausländerbeirat) della nostra citta´ di monaco di Baviera.

http://kulturellevielfaltmuenchen.wordpress.com

A nome della lista, grazie per l´interesse fin qui dimostratoci.

Walter Tagliabue

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Tue, 24 Jan 2012 10:47:00 -0800 Presentazione della lista nr. 20 "Kulturelle Vielfalt für München" http://pd-monaco.de/presentazione-della-lista-nr-20-kulturelle-vi http://pd-monaco.de/presentazione-della-lista-nr-20-kulturelle-vi

A Monaco d.B. sono presenti più di 130 nazionalità.
In percentuale rispetto ai suoi abitanti vi sono più stranieri che a Berlino, ma meno problemi che nella capitale.
Un terzo degli abitanti monacensi ha una esperienza di migrazione alle spalle senza che tutti abbiano una vera ed effettiva rappresentanza a livello comunale e nelle sue istituzioni.
Il consiglio degli stranieri, per molte delle nazionalità presenti nella città, rappresenta l´ unico momento di discussione, di confronto e di proposta delle problematiche della comunità degli stranieri della città.
Il primo appello che come lista ci sentiamo di fare è di andare a votare per il Consiglio degli Stranieri di Monaco d.B.
Questo istituto acquista una legittimazione e un peso politico solo se vi è un interesse espresso democraticamente dai suoi cittadini stranieri.
In questo contesto gli italiani di Monaco d.B., rispetto ad altre comunità, hanno tutte le possibilità di manifestare i loro diritti di partecipazione e di ricevere un´ adeguata assistenza sociale.
A cominciare dalle due istituzioni italiane Istituto italiano di cultura e il Comites che hanno segnalato un loro interesse alla votazione.
Quella italiana e´ una comunita´ amata.
Nonostante cio´ sente su di se´ tutte i problemi che investono gli stranieri.
Vuoi nella scuola e in rapporto col sistema scolastico; nel campo del lavoro e la sua precarietà; nella terza eta´ con pensioni inadeguate; nell´assistenza agli anziani non autosufficenti.
Per quanto mi e´ dato di sapere anche nello sport e nell´accesso alla vita culturale della citta´ abbiamo un deficit di inserimento ed integrazione.
Se questi sono i problemi della comunita´, devono essere trattati, in prima battuta, in accordo e confronto con le istituzioni italiane.

Pero´ Se la senzazione che abbiamo e´ quella di condividere le stesse problematiche degli stranieri, noi che siamo amati, che siamo europei.
Dobbiamo riconoscere che non si tratta piu´ di un problema etnico.
Ma di un problema economico, di distribuzione delle risorse, di riconoscimento dei diritti di cittadinanza, di partecipazione sociale.
Il sistema economico e il controllo sociale che lo sostiene tende oggigiorno a segregare a seconda delle sue esigenze di bilancio.
Esclude e mette all'angolo colui che non ce la fa´ a stare al passo.
Sotto la bandiera della liberta´d´ opinione, si forma un´ opinione pubblica che canalizza il suo risentimento morale su base etnica.
Verso culture la cui provenienza non e´ assimilabile alla Leitkultur locale.
In questo contesto anche noi rischiamo di non essere piu´ i cari simpatici italiani, ma, a secondo dei casi e delle esigenze, quelli un po´ strani, di provenienza dubbia e che, in fondo, approfittano dello stato sociale.
"Cio´ che oggi troviamo sotto il cappello del dibattito sull´integrazione rischia di essere in realta´ il tentativo di legittimare forme di selezione e segregazione delle diverse componenti sociali.
Non si deve classificare preventivamente le persone secondo il loro utilizzo economico". Bayern DGB Chef Matthias Jena.
Come democratici noi non possiamo accettarlo.
Le problematiche devono essere affrontate nel contesto nel quale viviamo.
Se continuimo a sentirci estranei ai processi in corso diventiamo anche come comunita´ sempre piu´ deboli e meno credibili nella ricerca, poi, di soluzioni effettive.

Dobbiamo allargare le possibilita´ di partecipazione, pretendere che ci sia posto anche per noi nelle istituzioni, nei partiti e associazioni tedesche.
Non vogliamo piu´ essere i bravi ragazzi tutta pizza e mandolino.

Pero´ forse sono i fuochi dei soliti apprendisti stregoni sotto la pelle dello Stato.
Vi e´ una ancora una societa´ attenta e reattiva.
In una citta´ dove possiamo crescere e far crescere i nostri figli. Governata ancora bene.
Attenta al suo sviluppo nel solco delle sue tradizioni migliori.
Tesa a ridurre il divario tra ricchezza ostentata e poverta´ nascoste.
Con la nostra lista "Kulturelle Vielfalt für München" abbiamo voluto raccogliere le preoccupazioni e le speranze dei cittadini stranieri.
Una lista multietnica, laica e "giovane" nella convinzione di interpretare lo spirito della nostra citta´.
Senza timore abbiamo assunto il termine "cultura" come indicazione di lista.
Tutti noi siamo portatore di una "storia" che merita rispetto.
Siamo un gruppo che raccoglie diverse culture.
Vi sono rappresentate 12 nazionalita´ di provenienza dall´ Africa, Asia, America latina ed Europa.
Vogliamo dimostrare che il "capitale umano" dai suoi migranti rappresenta un arricchimento per Monaco.
Il nostro obbiettivo e´ allargare la partecipazione consentendo il diritto di voto comunale per tutti gli stranieri della citta´.
Per fare cio´ occorre che i buoni propositi delle politiche d´ integrazioni ancora sulla carta vengano tradotti nella realta´.
Noi siamo portatori di un valore aggiunto perla societa´ tedesca e pretendiamo che ci venga riconosciuta la nostra espressa volonta´ d´integrazione.

Condizione essenziale diventa il riconoscimento di pari condizioni ed opportunita´ nell´ istruzione e nell´ accesso al mercato del lavoro per tutti i cittadini della nostra citta´.
Agli stranieri ,ma, permettetemi, anche per gli italiani "di qui" progressisti e attenti e´ venuto il momento di ri-ascoltarci e ri-presentarci.
Incominciamo ad andare a votare il 28 Novembre 2010 la lista nr. 20. Kulturelle Vielfalt für München per il rinnovo del Consiglio degli Stranieri (Ausländerbeirat) della nostra citta´ di monaco di Baviera:


http://kulturellevielfaltmuenchen.wordpress.com

A nome della lista, grazie per´ interesse fin qui dimostratoci.


Walter Tagliabue

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Tue, 24 Jan 2012 10:46:00 -0800 Grillo e Saviano http://pd-monaco.de/grillo-e-saviano http://pd-monaco.de/grillo-e-saviano

E io so pure perché, Vieni via con me, sia criticato da molti.
Per lo stesso motivo per cui il potere non lo sopporta. Perché rompe un muro di gomma - quello dell'elitarismo della tv "fatta a sinistra" che fa audience.
 
Il che sembra essere una buona ragione per dare a tutti, ma proprio a tutti, persino ad Aldo Grasso, che oramai scrive le stesse scemenze da almeno quindici anni, la stura per criticarlo.
Perché, fateci caso, finché un programma come "Vieni via con me" va in seconda serata, lo guardano i soliti quattro gatti e rimane relegato nell'alveo comodo (e inutile) delle trasmissioni cosiddette di culto, ecco che nessuno si preme di ricordare a tutti che la Endemol è di proprietà di Berlusconi (che poi non è vero, perchè se ragioniamo così allora Berlusconi è pure il proprietario di LA7)
 
Se invece fa ascolti record, si dice dieci milioni per l'ultima puntata, allora ecco che tutte le anime belle, devono dire la loro e criticare.
 
Fateci caso soprattutto a sinistra, perché in particolare è un vizio della sinistra italiana quello di aver maturato questo rapporto di insofferenza verso il successo che deriva dalla televisionie che è, ricordiamocelo, il più potente mezzo di espressione di cultura popolare e di massa che abbiamo a disposizione. Due secoli fa, in Russia, molto prima della televisione,  c'erano le gazzette dove venivano pubblicati i romanzi a puntate. Gli intellettuali le snobbavano ma poi finì che iniziarono a scriverci gente come Dostojevski e le cose cambiarono. La TV da noi è vista come una specie di peccato originale da cui bisogna emendarsi facendo roba noiosa o snobbando quello che piace alla stragrande maggioranza degli italiani (e non) che poi sono gli stessi che vanno a votare.
 
E non si capisce (o forse si capisce troppo bene) perché dia fastidio a tanti il successo di Vieni Via Con Me. Si capisce (o forse no) dal fatto che se allo stesso orario de "Il Grande Fratello" Fazio manda la registrazione dell'esplosione della bomba a Brescia e dice anche ai ragazzini che nel 1974 non erano ancora nati: "guardate, in Italia, nel 1974 è esplosa una bomba messa dai fascisti e sono morte persone innocenti ma ad oggi non abbiamo ancora un colpevole"...ecco se Fazio fa questo, se Saviano parla di monnezza alle nove di sera in un modo che pure "La casalinga di Voghera" possa capirlo e fa dieci milioni di ascolti, allora scatta quasi un riflesso pavloviano, bisogna fargli le pulci, sottolineare che non lo si trova un programma superlativo.
 
E chi se ne frega se è superlativo. Sarà certo meglio dell'enorme marea di scemenze che uno si deve sorbire in prima serata, inclusi le fiction boiata dove la società italiana viene rappresentata come un quadretto di stereotipi, dove gli extracomunitari sono tutti simpatici guasconi integrati. Quelle di cui - giuro! - Aldo Grasso ha scritto pure bene.
 
Poi, visto che ci siamo, parliamo pure un pò di strategia. Come diceva giustamente il Sen. Micheloni durante il nostro incontro, non è che tutte le "casalinghe di voghera" navighino in Internet dalla mattina alla sera. Se vogliamo catturare l'interesse al dibattito politico e sociale di questa larghissima parte dell' "opinione pubblica" italiana, allora - cacchio - bisognerà pure utilizzare i canali e i linguaggi che usa per informarsi. E il più prominente rimane proprio la TV.
 
Per questo "Vieni Via Con Me" è un'esempio fondamentale di prodotto televisivo fatto decentemente, che parla a una maggioranza di persone che quel mezzo e quel linguaggio, se lo sorbiscono da cinquant'anni. Per questo fa incazzare Feltri e i suoi accoliti. Anche per questo viene oggi a tutti in mente che la Endemol sarebbe di Berlusconi, persino al "Craxiano" Minoli che fra le altre cose produce le fiction dove la Sicilia viene rappresentata come una cartolina
 
Grillo dovrebbe sciacuqarsi la bocca prima di parlare di Saviano e secondo me dovremmo finirla, una volta e per sempre, di considerare un imbonitore fascistoide come un nostro antagonista a sinistra. E' quello che è: uno che ha avuto un paio di idee interessanti e che poi ha preso una deriva razionaria. Si sta avviluppando nella sua stessa involuzione. Oramai spara su tutti. Per lui Vendola e Berlusconi sono la stessa cosa (e se non è qualunquismo questo, orcoggiuda!). Offende la nostra intelligenza un giorno  si e l'altro pure. Io non sono pdmenoelle o tutte quelle altre cazzate lì che scrive sul suo blog. E non lo siete nemmeno voi. Non lo sono nemmeno le casalinghe di Voghera, quelle con cui - ripeto - dobbiamo dialogare se vogliamo provarci a proporre un'alternativa alla società italiana. Parliamo con loro e convinciamole che è meglio per tutti non avere la mafia e farsi fare lo scontrino fiscale quando si compra qualcosa. Grillo lasciamolo stare. Fra un pò, vedrete, finirà per mandare a fanculo se stesso.

Giuseppe Izzo

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Tue, 24 Jan 2012 10:46:00 -0800 Perche' impegnarsi... http://pd-monaco.de/perche-impegnarsi http://pd-monaco.de/perche-impegnarsi

Figli dell'epoca - Wislawa Szymborska
Siamo figli dell’epoca,
l’epoca è politica.

Tutte le tue, nostre, vostre
faccende diurne, notturne
sono faccende politiche.

Che ti piaccia o no,
i tuoi geni hanno un passato politico,
la tua pelle una sfumatura politica,
i tuoi occhi un aspetto politico.

Ciò di cui parli ha una risonanza,
ciò di cui taci ha una valenza
in un modo o nell’altro politica.

Perfino per campi, per boschi
fai passi politici
su uno sfondo politico.

Anche le poesie apolitiche sono politiche,
e in alto brilla la luna,
cosa non più lunare.
Essere o non essere, questo è il problema.
Quale problema, rispondi sul tema.
Problema politico.

Non devi neppure essere una creatura umana
per acquistare un significato politico.
Basta che tu sia petrolio,
mangime arricchito o materiale riciclabile.
O anche il tavolo delle trattative, sulla cui forma
si è disputato per mesi:
se negoziare sulla vita e la morte
intorno a uno rotondo o quadrato.

Intanto la gente moriva,
gli animali crepavano,
le case bruciavano e i campi inselvatichivano
come nelle epoche remote
e meno politiche.

Wislawa Szymborska (Nobel 1996)

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Tue, 24 Jan 2012 10:44:00 -0800 Il problema malthusiano e la civiltà occidentale http://pd-monaco.de/il-problema-malthusiano-e-la-civilta-occident http://pd-monaco.de/il-problema-malthusiano-e-la-civilta-occident

La crisi economica e il problema Malthusiano

La situazione di crisi economica e sociale generalizzata che stiamo vivendo da 2 anni a questa parte spinge molti "scontenti" a decretare l'imminente fallimento del capitalismo e di tutte le efferatezze da esso commesse auspicando l'instaurazione di una società finalmente più giusta.
Articoli, commenti, riflessioni il linea con tale opinione non si contano ormai più. A mio avviso c'è però un grosso "buco" in tutte queste esternazioni. Innanzi tutto la fine del sistema socioeconomico attuale non prelude necessariamente ad un sistema migliore. In secondo luogo nessuno sembra saper spiegare le cause precise di tale fallimento, ci si limita ad un'ostentazione standardizzata di scontentezza ed antagonismo piuttosto tipica negli ambienti "radical chic".
Per quel che mi riguarda i sistemi moderni come il capitalismo e il socialismo in tutte le loro varianti hanno avuto come scopo quello di risolvere il problema "malthusiano". Thomas Robert Malthus (1766 - 1834) riteneva che la popolazione cresce con progressione geometrica mentre le risorse con progressione aritmetica, rendendo la povertà un destino ineluttabile. Fornire aiuti economici ai poveri significa permettere loro di riprodursi ulteriormente raggiungendo la povertà magari più avanti nel tempo. Il destino dell'umanità sarebbe quindi la sovrappopolazione.
L'economia moderna vuole smentire questa tesi cercando di mobilitare tutte le risorse disponibili onde salvare la popolazione dalla povertà. In fin dei conti tutti i sistemi socioeconomici moderni pretendono di risolvere il problema della povertà meglio di altri.
Quello che economisti, "antagonisti", sostenitori e detrattori dei vari sistemi fanno fatica a percepire è il concetto di limite: la tecnologia e l'economia non fanno altro che "spostare" il limite, mentre l'uomo comune persegue imperterrito il raggiungimento e il superamento di tale limite.
L'accento posto da parte dei movimenti di protesta sul degrado civile e morale e sui sistemi sociali ed economici tende a far ricadere la responsabilità del fallimento sull'insufficienza delle soluzioni proposte. Si trascura invece la causa del problema.

Il problema Malthusiano e le sue cause

Gli antropologi sanno che non tutte le culture e le civiltà hanno come fine il raggiungimento o il superamento del limite, solo le civiltà giunte ai nostri giorni ne sono state capaci. Le civiltà che dominano attualmente il pianeta occupandone tutto lo spazio disponibile sono quelle che si sono dotate di religioni e ideologie che hanno indotto comportamenti che hanno portato alla sovrappopolazione e alla povertà. Molte di queste religioni e ideologie propongono la crescita, il lavoro ma anche la sofferenza e la passione come fini perseguibili. Prendiamo per esempio la civiltà Cristiana: la storia d'Europa è un susseguirsi continuo di fasi di sovrappopolazione seguite da catastrofi malthusiane. La catastrofe malthusiana si manifesta con il collasso delle condizioni alimentari e igieniche e l'avvento di guerre, epidemie e carestie. Quando gli europei non hanno avuto a disposizione aree geografiche da occupare con i propri eccessi demografici, si sono ammazzati tra di loro. Tra 1500 e 1600 hanno invece avuto a disposizione il continente americano. Armati di Spada, Crocifisso e Bibbia si sono adoperati nello sterminio delle popolazioni precolombiane. Hanno sostituito civiltà sostanzialmente equilibrate come quelle degli Inca e degli indiani dell'America del nord con la propria, fondata sulla povertà e sulla sofferenza. I cuginetti musulmani non sono stati certo da meno, ma d'altronde le civiltà indiana e cinese cosa hanno fatto per secoli se non riempirsi di miseria e sovrappopolazione?

L'esportazione del problema Malthusiano

Quando gli europei sono arrivati in America, l'Europa aveva già alle spalle una lunga storia di guerre, stermini, epidemie e carestie, basti pensare alla crisi del 1300, quando una volta di più gli europei erano diventati troppi per le risorse disponibili. Nel 1500 l'America del nord (escluso il Messico) aveva all'incirca 15 milioni d'abitanti, gli Indiani d'America costituivano una civiltà più o meno ordinata e in armonia con la natura, essere "poveri" in quelle condizioni era praticamente impossibile. I primi coloni europei (francesi e inglesi) provavano rispetto e ammirazione per la loro società e il loro stile di vita. In America del sud alcuni individui illuminati al seguito della spedizione di Pizarro alla conquista dell'impero Inca provarono vergogna per quello che stavano perpetrando gli spagnoli. Una sistema ordinato che alcuni considerano precursore dello stato socialista, dove i cittadini erano addirittura tenuti a prestare servizio civile per far funzionare i servizi comuni, venne spazzato via da avidi conquistatori, che in Europa probabilmente erano dei mezzi straccioni, e sostituito da una specie di "impero del dolore", il cui principio fondante si è mantenuto fino ai giorni nostri, visto che l'intero continente è pieno di favelas che brulicano di miseria e sofferenza. È difficile immaginare una situazione ribaltata, in cui gli Indiani d'America o gli Inca, dopo aver occupato interamente il proprio territorio ed esaurito le risorse, si lanciano alla conquista e all'invasione del vecchio mondo. Si trattava di culture con un altro concetto di esistenza e di rapporto con la realtà fisica.

Il problema malthusiano e il darwinismo sociale

Nella nostra cultura il "problema malthusiano" viene in genere concepito come come qualcosa di inesorabile e naturale. Si tratta di un'opinione corretta? Si e no! Come già sostenuto, ci sono state e ci sono delle civiltà che con il loro sistema di pensiero hanno imposto la crescita senza fine e la creazione di povertà. Altre invece no, queste ultime d'altro canto sono state rimpiazzate dalle prime. Perché? La risposta ci viene dal principio della massima potenza. Le civiltà ordinate e sostenibili non hanno avuto la forza militare di contrastare quelle che invece si sono spinte oltre i propri limiti naturali. Gli indiani e gli Inca non hanno avuto la forza di contrastare l'aggressione europea. Il superamento del limite, l'esaltazione della sofferenza e della povertà, produce aggressività da scaricare sul prossimo, genera potenza militare favorita anche dal numero, cioè dal fattore quantitativo. Esiste quindi un fenomeno di "darwinismo sociale", di selezione naturale applicata ai gruppi di individui, che ha favorito le grandi civiltà dei carnefici.

L'occidente contemporaneo e il problema malthusiano

La civiltà occidentale contemporanea è riuscita in parte a risolvere il problema malthusiano, o almeno ce ne ha dato l'illusione. Scienza e tecnologia hanno permesso agli occidentali di contrastare la povertà cercando di mobilitare tutte le risorse disponibili. Le soluzioni proposte sono però incomplete. Innanzi tutto la crescita demografica non è stata arrestata anzi in parte ne è stata incentivata l'esplosione. In secondo luogo le misure messe in atto non hanno prodotto un tenore e uno stile di vita indiscutibilmente migliore. Alla Fame e al freddo sono subentrati stress e inquinamento, risultato della necessità di alimentare il sistema con il lavoro, e dei residui prodotti dalla trasformazione delle materie prime e delle fonti di energia in benessere tangibile. Senza contare che l'alimentazione del benessere occidentale non ricade più sulle spalle degli occidentali stessi ma sul resto dell'umanità, avendo i primi esaurito le proprie risorse. Se è giusto ritenere che in una grande metropoli occidentale si vive meglio che in una favelas brasiliana o nelle campagne europee preindustriali, è lecito ritenere che quei 15 milioni di indiani che da soli si spartivano tutto il nord America, con tutte le sue risorse, se la passassero comunque meglio di tutti, e senza pesare sul prossimo. Infine, il benessere occidentale è basato sull'illusione che le risorse che lo alimentano siano inesauribili, basti pensare ai combustibili fossili. La crisi economica e sociale del primo decennio del ventunesimo secolo deriva dal raggiungimento, ancora una volta, del limite fisico alla crescita economica e demografica.

La crisi malthusiana e la grande occasione

Dando per scontato che l'umanità abbia raggiunto il limite fisico alla propria crescita, si osserva tuttavia che la crisi attuale presenta delle novità rispetto alle precedenti. Innanzi tutto il problema è globale, riguarda l'umanità intera. Non esiste un luogo dove scaricare il risultato dei propri errori, l'umanità può scegliere di suicidarsi o cambiare. Non ci sono dei continenti da sottrarre ai rispettivi abitanti, come l'America nel cinquecento. Lo sviluppo tecnologico inoltre smentisce la teoria per cui una civiltà che teorizza il superamento del limite come fine possa prevalere militarmente, grazie al fattore demografico-quantitativo, sulle civiltà più sostenibili e ordinate. La tecnologia rende infatti i grossi eserciti superflui, basti pensare al principio della "mutua distruzione assicurata", alla base dell'equilibrio tra potenze nucleari. I sistemi di pensiero che stimolano la crescita demografica e l'espansione con il loro corollario di esaltazione di passione, sofferenza e fatica, come le grandi religioni e le grandi ideologie, hanno sempre meno ragion d'essere, possono solo avvicinare l'umanità all'apocalisse.

Tutto ciò offre la possibilità ai sistemi di pensiero costruiti attorno al concetto di ordine, sostenibilità e serenità di prendersi la loro rivincita.
Ovviamente tale rivincita è solo uno degli scenari possibili, e forse il più improbabile.

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Mon, 23 Jan 2012 13:14:24 -0800 Opinione di un elettore http://pd-monaco.de/opinione-di-un-elettore http://pd-monaco.de/opinione-di-un-elettore

Mi sento in qualche modo in diritto di replicare, anche se la mia email probabilmente non piacerá a molti. Nota che non ho niente contro le ottime persone che fanno parte del PD, ma contro i leader, come scrivo sotto.
 
Prendo come spunto un trafiletto, passato forse inosservato:
 
Ieri, in estrema sintesi, è successo questo: quando Bruno Tabacci e Marco Calgaro di Alleanza per l'Italia hanno proposto di dirottare all'università una parte delle risorse destinate al finanziamento pubblico ai partiti, 25 deputati del PD hanno votato contro e altri 17 si sono astenuti. Capito? Il principale partito della sinistra italiana, che non manca di criticare -giustamente- gli altri quando penalizzano l'istruzione e la ricerca scientifica, si spacca al momento di sostenere le medesime finalità attraverso una parte dei quattrini pubblici che si accaparra -insieme agli altri partiti- ogni anno, tra l'altro in barba ai risultati del referendum del 1993, con cui i cittadini avevano detto chiaro e tondo che non volevano più darglieli. A questo punto, amici democratici, la domanda è d'obbligo: vi è chiaro il motivo per cui la gente finisce per non credervi più, oppure devo spiegarvelo io? (da http://metilparaben.blogspot.com)"
http://parlamento.openpolis.it/votazione/34726
Tra i parlamentari che hanno votato contro troviamo d´alema e fassino (volutamente in minuscolo).
 
(Per la cronaca: IdV, 21 presenti, 21 favorevoli, 2 assenti (+1 in missione) à 100% presenti favorevole, 91.3% considerando gli assenti non giustificati.)
 
Di esempi come questi se ne potrebbe portare fino alla nausea, questo è solo l´ultimo, se nel frattempo non ne hanno giá combinata un´altra. Ma si potrebbe parlare anche della vergognosa votazione contro l´autorizzazione a procedere nei confronti di Mastella, dove il PD ha solidarizzato col PDL, tanto per rimanere nel recente.
 
Questi sono i deputati e dirigenti del PD. Merita il voto questo partito? Ognuno è liberissimo di decidere, ma il mio non lo avrá piú sicuramente. Mi ricorda il sindacato AUB della Siemens (che c´era anche da noi in Infineon) che diceva a parole di fare opposizione “costruttiva”, “senza preconcetti”, “dialogante”, “senza ideologie” a certe decisioni aziendali, poi si è scoperto che erano praticamente alle dipendenze del board, dal quale percepivano robuste mazzette, ed erano stati messi lí apposta per evitare che il sindacato IG_Metall, “estremista”, avesse troppa presa sui lavoratori. Solo che i dipendenti, almeno da noi, non si sono fatti infinocchiare piú di tanto, infatti ora il FMC (nuovo nome dell´AUB per rifarsi una verginità) riscuote un consenso assolutamente marginale.
 
Intendiamoci, io penso che il pd sia un partito sorretto da una base ricchissima di persone stupende e attive, ma guidato da una manica di banditi con interessi molto obliqui. O si dá una sferzata e rinnova la classe dirigente (campa cavallo, adesso infatti si vogliono pure rimangiare le primarie) oppure l´emorragia di voti è inevitabile. Molti lo votano ancora perché è pur sempre il principale partito di “opposizione”, numericamente parlando (non certo per le idee). Il mio sogno sarebbe quello di vedere un partito un pó piú serio arrivare a una percentuale di consensi comparabile, a quel punto gli Elettori (maiuscolo) vedendo l´alternativa abbandoneranno in massa i dalemi fassini franceschini (minuscoli) e forse si potrá tornare a costruire qualcosa di interessante a sinistra.
 
Vedremo…
 
Andrea Camuffo

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Sun, 22 Jan 2012 14:44:00 -0800 Risposta a: "Riflessioni sulla questione Pomigliano" http://pd-monaco.de/risposta-a-riflessioni-sulla-questione-pomigl http://pd-monaco.de/risposta-a-riflessioni-sulla-questione-pomigl

Ho l'impressione che nelle tue analisi ci siano delle lacune, perché il tuo punto di vista è sempre quello che subisce la concorrenza dei prodotti asiatici. Non prendi in considerazione il punto di vista degli esportatori, di chi cioè esporta per esempio automobili in Cina. I cinesi comprano sempre più automobili ed amano molto per esempio quelle tedesche. Fino ad ora hanno quindi importato automobili tedesche prodotte in Germania.
Mi è parso di capire che ultimamente il governo cinese abbia imposto alle multinazionali automobilistiche di produrre in Cina almeno le automobili che vendono poi vendute proprio in Cina. Anche i cinesi dopo tutto continuano a importare prodotti occidentali che loro non riescono a produrre.
Il problema vero è che all'interno del WTO gli accordi vengono presi tra l'EU e la Cina, non tra Italia e Cina. L'EU come ben sappiamo non è un paese omogeneo, c'è chi dalla Cina importa e c'è chi in Cina esporta.
Sono convinto che in Scandinavia nessuno soffre la concorrenza cinese, anche perché lassù nessuno produce foulard o borsette.

Per quanto riguarda il concetto secondo il quale diritti e privilegi possono essere dati a qualcuno solo togliendoli ad altri, alla fine è vero. Tutta la storia dell'umanità è basata su questo principio. Prendi il Sud Africa, fino alla fine dell'Apartheid il Sud Africa era uno stato socialista (solo per i bianchi), i lavoratori semi-schiavi neri mantenevano lo stato sociale dei bianchi. Ho letto che le ferrovie dello stato e le poste Sudafricane erano una colonia di lavoratori bianchi molto ben pasciuti, avevano ottime pensioni, sussidi elevati in caso di disoccupazione, ecc.

La prima guerra mondiale è scoppiata perché gli stati europei non sapevano più dove andare a prendere il le risorse per mantenere le promesse fatte a una popolazione crescente e sempre più esigente. Anche in nazisti dopo tutto volevano creare uno stato in cui i tedeschi avrebbero potuto condurre un'esistenza prospera e agiata sulle spalle degli slavi.

Il problema principale della sinistra italiana sono l'ingenuità e l'incompetenza economica. Si parte dal presupposto che ce ne sia per tutti e una qualche forza malvagia detenga tutte le risorse e ritiene il lavoratore totalmente esente da qualsiasi tipo di responsabilità economica individuale e che non sia tenuto a comprendere i meccanismi econofisici e regolare il proprio comportamento economico al fine di ottimizzare l'utilizzo delle risorse.

Il problema degli operai di Pomigliano e di Termini Immerese, non sono i diritti, ma il fatto che da decenni sono rimasti sempre uguali a se stessi, cioè sempre i soliti operai che costruiscono automobili che nessuno vuole, invece di diventare che ne so, specialisti di qualcosa di più vendibile, pannelli solari? Software si simulazione?
Il problema dei piccoli imprenditori è che da decenni sono sempre quelli che producono i foulard, invece di, che ne so, tessuti per tute spaziali.

L'aumento del benessere materiale e delle prestazioni sociali è strettamente correlato allo sviluppo tecnologico e scientifico. È assolutamente giusto che fazzoletti, giradischi, motorini e automobili vengano prodotti dagli asiatici poveri. Per loro è un modo per iniziare.
È invece colpevole chi, nel mondo occidentale continua a voler produrre le stesse cose pretendendo di venderle ai prezzi che dice lui.

La sinistra italiana secondo me ha la colpa grave di avere atteggiamenti tipo quelli della chiesa cattolica che ti vuole convincere che la terra è un disco piatto. Non che la lega con la sua strenua difesa dei produttori di beni obsoleti sia tanto migliore, diciamo che rispetto a Comunisti & C. ci azzecca giusto un po' di più.


Nicola Marangoni

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Sun, 22 Jan 2012 14:41:00 -0800 Riflessioni sulla questione Pomigliano http://pd-monaco.de/riflessioni-sulla-questione-pomigliano http://pd-monaco.de/riflessioni-sulla-questione-pomigliano

L'argomento in questo momento che mi stimola è la questione Pomigliano come questione esemplare, di principio. Il risultato di quella competizione verrà presa con molta probabilità ad esempio da altri ed utilizzato a proprio favore.

A mio modesto parere dovranno essere i lavoratori di Pomigliano e solo loro, a prendere questa difficile decisione.

Da parte mia ritengo che un aumento delle ore di lavoro, la diminuzione del salario, sono cose già sperimentate in tutta Europa, dalla Germania alla Francia etc...la rinuncia ai diritti costituzionali (vedi libertà di sciopero) invece la ritengo molto più grave e importante.

La difficoltá di quei lavoratori è che si trovano davanti ad un ricatto indifesi, indifesi perché come dicevo in altra e-mail tutto iniziò alcuni anni fa, quando fu stabilito il trattato WTO.

Fu allora che i rappresentanti dei lavoratori (partiti e sindacati) fecero mancare la difesa degli interessi delle classi lavoratrici dei paesi industrializzati. Non furono in grado di stabilire un meccanismo che prevedesse un aumento dei diritti dei lavoratori del terzo mondo senza che questi venissero pagati dai lavoratori dei paesi industrializzati come adesso viene chiesto.

Sullo stesso tema per esempio non si è previsto che mentre gli imprenditori (vedi le multinazionali) andavano a godere di particolari favori fiscali (ma non solo) andando ad impiantare le loro industrie nei paesi poveri, per quelli che restavano nei paesi industrializzati non si è previsto alcuno sgravio fiscale ne per loro ne per i loro lavoratori.

Questo tipo d'ingiustizia viene ora sbandierata dalla Lega e da Tremonti per raccogliere consensi proprio in quelle regione dove esiste la piccola industria, quella che non ha le capacitá di delocalizzare e che soffre della concorrenza spesso sleale, di quelle multinazionali che sfruttano al massimo quelle popolazioni ancora a digiuno di democrazia e di diritti.

Loro, le multinazionali, dimostrano di essere internazionali, hanno una visione globale del mondo. Prima c'era una forza politica: quella comunista, che faceva riferimento all'URSS ed aveva una visione mondiale, cosi come l'aveva l'internazionale Socialista. Quella comunista non esiste più, quella socialista è sulla difensiva il tutto il territorio europeo. L'unica rimasta
in piedi e che tiene conto degli avvenimenti globali sono quelle forze capitaliste che hanno come loro punti di riferimento non più gli Stati ma le multinazionali.

Ecco, prendendo spunto da questa riflessione, si puó ben capire che la lotta che stanno facendo i lavoratori di Pomigliano è una lotta di retroguardia, perché le decisioni sono state già prese allora ed hanno portato quei frutti che vediamo. Solo la politica potrebbe avere la forza di rimettere in discussione quelle scelte di allora, questo è secondo me il compito di
quelle forze di sinistra (partiti e sindacati europei, ma non solo) per riprendersi quella credibilità che ormai gli sta sempre più sfuggendo di mano.

Gianfranco Tannino
tannino@tannino.de

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Sun, 22 Jan 2012 14:40:00 -0800 Lettera a Bersani - L'intervento di Prodi - 11.04.2010 sull'organizzazione del PD http://pd-monaco.de/lettera-a-bersani-lintervento-di-prodi-110420 http://pd-monaco.de/lettera-a-bersani-lintervento-di-prodi-110420

Il Circolo “sez. PD di Monaco di Baviera” accoglie con entusiasmo la proposta di  Romano Prodi presentata, sotto forma di intervento,  nell’edizione dell’11 Aprile del quotidiano “Il Messaggero” che riprende l’idea  non nuova di federalismo/regionalismo nel partito.
La Sezione ritiene che la proposta possa sortire due principali effetti:
- Ristrutturazione del partito in funzione di un maggiore radicamento nel territorio
- Rinnovamento della dirigenza del partito sulla base di criteri di efficacia, efficienza e rappresentanza democratica.
Non crediamo che la proposta intenda scalzare la segreteria di Bersani e riterremmo comunque inopportuna una tale scelta, crediamo anzi che essa possa servire a conferire al Segretario stesso la necessaria autonomia e libertà per portare avanti senza condizionamenti il proprio lavoro.
Riteniamo ridondante una  direzione nazionale composta a  dai 120 componenti a cui nomina è stata solo ratificata in modo poco trasparente nel corso dell’ultimo congresso nazionale.
Inoltre, riterremmo opportuno che, oltre ai segretari regionali, l'esecutivo nazionale come suggerito da Prodi abbia al suo interno anche un rappresentante del PD Mondo.La nostra Sezione aveva peraltro già avanzato una proposta in questa direzione. Ci limitiamo pertanto a confermare la nostra idea di partito:
- Democratico
- Federale e Federalista
- Legato al territorio
- Efficiente
Riteniamo infine indispensabile un' approfondita riflessione su alcune tematiche-che ci sembrano porre delle emergenze  quali per esempio:
- elaborazione di un criterio di separazione tra le carriere dei funzionari di partito e l’impegno politico/candidatura a cariche elettive.
- necessita di rafforzare i l-legami e la rete tra le strutture territoriali ed i circoli, sviluppare le vie di comunicazione tra queste e gli organi centrali.
Il PD di Monaco di Baviera si impegna quindi  a rinvigorire il legame con altri circoli in Italia e all’estero attraverso la promozione e  la circolazione di documenti ed informazioni che possano far accendere un vero e proprio dibattito nella base del partito.
Riteniamo, infatti, che la base, noi, i cittadini che si riuniscono, discutono e si interessano alla politica nelle sezioni e circoscrizioni,  siamo il punto cardine del PD e abbiamo il dovere di favorire e migliorare il progetto sul quale il Partito Democratico si fonda.

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Sun, 22 Jan 2012 14:39:00 -0800 Compromessi tutt'altro che storici (Lettera di Giuseppe Izzo) http://pd-monaco.de/compromessi-tuttaltro-che-storici-lettera-di http://pd-monaco.de/compromessi-tuttaltro-che-storici-lettera-di

E’ una riflessione che mi trascino da giorni. Un pensiero che mi si è incastrato da qualche parte nella testa e non ero riuscito a dargli una forma sensata finora. Perché, da qualunque angolazione guardassi la questione, ci vedevo delle incongruenze. Voglio dire, a me non è che dispiaccia per principio l’idea che per vincere in politica si debbano fare dei compromessi. Succede così dai tempi di Pericle, perché dovrebbe essere diverso per le regionali in Lazio o in Puglia? Per quanto mi ripugni un’alleanza con Casini (che non ce lo scordiamo, nelle fila del suo partito, oltre a qualche persona per bene, ha veramente arruolato cani e porci, da Totò Cuffaro a Emanuele Filiberto...tanto per dire...) posso arrivare tranquillamente a comprendere Il fatto che l’UDC sia il male minore e che sia meglio non dare la Puglia a Berlusconi. Quindi non sto qui a stracciarmi le vesti se qualcuno propone un’idea di alleanza, posto che questa sia possibile sulle basi di un piano di intenti o, ma non vorrei suonare troppo ottimista, di un programma. 
 
Ora, quello che però non capisco, è il metodo. Il metodo è pieno di contraddizioni. Innanzitutto si basa sull’idea che chi ha vinto il congresso, cioè D’Alema, può fare quello che vuole rinnegando buona parte dei presupposti su cui il Partito stesso è stato fondato. Quando ho preso la tessera, l’ho fatto anche perché in qualche modo convinto dalla  dalla proclamata diversità del Partito Democratico nel panorama politico italiano. Un partito i cui esponenti più in vista dicevano un giorno si e l’altro pure che le scelte sarebbero state prese con la più ampia partecipazione democratica, un partito che aveva (non conto quante volte ho letto o sentito questa espressione) il concetto di Primarie nel proprio DNA. Il semplice fatto che D’Alema abbia vinto il congresso sembra debba snaturare quasi per una necessità ineluttabile tutto quello che abbiamo sentito e letto per mesi in nome del mantra „altrimenti non vinciamo“. Il che significa, per esempio in Puglia, non fare le primarie e candidare d’ufficio qualcuno che quattro anni quelle stesse primarie le ha perse contro il presidente in carica. Presidente la cui unica colpa accertata, a quanto si sente dire in giro, è quella di non piacere a Casini. Questo modo di fare, nella lingua italiana, ha un nome: si chiama opportunismo. Nel politichese pure: si chiama trasformismo. Il che non è un peccato di per se in politica, intendiamoci. Cavour ci ha costruito una nazione, figuriamoci se non può andar bene anche per la Puglia e il Lazio. Il problema è che mi manca la chiarezza. La chiarezza di una segreteria che dica ai suoi tesserati ma anche e soprattutto ai suoi elettori che la strategia elettorale la decide D’Alema. Punto. Bersani uscisse da questa sua fase mutanghera e lo dicesse chiaramente. Le primarie non si fanno più, nè in Lazio , nè in Puglia, nè altrove. Perché i candidati saranno scelti ora e per sempre sulla base della convenienza contingente, il che significa, per esempio ,sulla base delle chiacchiere imbonitorie di Casini, sui ricatti da 3% a la Mastella (ritornerà pure lui, abbiate pazienza),  dei mandati esplorativi che hanno tenuto impegnato Zingaretti per ben due preziosissimi giorni rubati al suo preziosissimo ufficio di presidente della provincia, delle influenze della chiesa cattolica o della fondazione di Montezemolo...etc. etc. etc. Insomma ce lo dicessero chiaramente che stanno rifondando la DC delle correnti e che D’Alema è il nuovo Andreotti così ci mettiamo l’anima in pace, tutti. Anche quelli che si sono fatti il culo (scusate il francesismo) per preparare il congresso, che hanno rotto le palle (secondo francesismo) a destra e a manca a chi diceva che il PD era morto ribattendo che noi no, noi c’avevamo le primarie e la partecipazione democratica e il partito liquido e il processo decisionale bottom up e che la storia era cambiata etc etc etc
 
Ecco, ora quel pensiero che mi si era insinuato nel cervello a cavallo delle feste, rendendo la digestione dei cenoni più difficoltosa, mi è un pò più chiaro. Io non sono contro i compromessi, sono contro il modo in cui vengono presentati. Con quell’ipocrisia ricattatoria del „sennò non si vince“. Con quell’arroganza tipo „spostati ragazzino, lasciaci lavorare...“. Quell’arroganza che si basa sull’assunto che gli elettori siano nella migliore delle ipotesi una massa di idioti e quindi l’unica è scimmiottare il cinismo berlusconiano se si vuol vincere. Idea tutta da dimostrare  così come il fatto che, con Casini o senza, Boccia possa avere qualche possibilità in più di Vendola di vincere in Puglia.  Anzi, idea del tutto fallimentare, se guardiamo con un minimo di distacco la storia degli ultimi vent’anni. Dalla bicamerale in poi D’Alema ha portato a casa un pò fallimenti e, nella migliore delle ipotesi, mezze vittorie (qualcosa di buono vista durante il suo governo, un buon ministero degli esteri). Forse tutta sta sagacia serve a poco alla fine, se non si ha un’alternativa da proporre. Alternativa! Alternativa! Alternativa!  E’ una parola meravigliosa. Molto più bella di mandato esplorativo. Infinitamente più produttiva di Alleanza variabile. Io ho ancora voglia di lavorare per costruirla un’alternativa e non saranno certo questi tatticismi da sedicente Richelieu a farmi desistere. Però, lo ribadisco, esigo chiarezza da questa segreteria su quali sono i metodi, le regole e le intenzioni che questo partito intende perseguire. Devo capire se è il partito che credevo fosse quando ho preso la tessera o se è un'altra cosa. Ditemelo per favore.
 
Se fossi laziale mi piacerebbe votare per Emma Bonino. Se fossi pugliese, per Nichi Vendola. 

Giuseppe Izzo

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